03:56:00

La Corte d’Appello di Roma ha assolto Gianni Tonelli, Segretario Generale Aggiunto del SAP ed ex deputato, dal reato di diffamazione contestato a seguito di una querela presentata da Ilaria Cucchi “perché il fatto non costituisce reato”. Le dichiarazioni di Tonelli erano contenute in un nostro comunicato del 31 ottobre 2014 a seguito della definitiva assoluzione in appello degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria per la morte di Stefano Cucchi. «Il mio intendimento -dichiara Tonelli- era sostenere la campagna SAP “verità e giustizia” con la quale si proponeva di collocare su tutte le divise, su tutte le auto e in tutte le celle di sicurezze delle telecamere al fine di videoregistrare gli interventi per dare tutela e trasparenza all’operato delle Forze dell’Ordine e ai cittadini. Fin dal primo momento ho ritenuto ingiusta, strumentale e infondata la querela e nonostante il Pubblico Ministero avesse chiesto l’archiviazione, perché non rilevava illiceità nella mia condotta. Il Giudice delle Indagini Preliminari, su opposizione di Ilaria Cucchi, impose l’imputazione coatta a mio danno rinviandomi a giudizio. Feci richiesta di anticipazione del dibattimento al temine del quale nonostante la pubblica accusa avesse richiesto l’assoluzione fui condannato in primo grado. Io avevo solamente detto la verità senza diffamare nessuno nell’esclusivo interesse della giustizia. Proposi appello e rinunciai alla prescrizione perché pretendevo giustizia. 

 

Io non intendevo uniformarmi alla ipocrisia secondo la quale la verità è inconciliabile con il doveroso sentimento di rispetto e pietà nei confronti di vicende così gravi». Per la terza volta la pubblica accusa ha richiesto l’assoluzione che è stata disposta in via definitiva dalla Corte d’Appello di Roma perché il fatto non costituisce reato. «Ho fatto solamente il mio dovere servendo la causa della verità -commenta Tonelli- e finalmente anche se a caro prezzo ho ottenuto giustizia. Sono stato oggetto di campagne di stampa faziose e disumanizzanti ma ieri e per la seconda volta sono stato assolto dalle querele di Ilaria Cucchi. La prima si è conclusa difronte al Tribunale di Roma pochi mesi fa, il 27 settembre 2022, sostanzialmente per gli stessi fatti e dichiarazioni e con le stesse motivazioni. Ho sempre detto la verità senza diffamare nessuno nell’adempimento del mio dovere di Segretario Generale del SAP. Il mio è stato solamente un doveroso contributo all’interesse pubblico ma il nostro è un Paese stano in cui il detto “male non fare paura non avere” ha riscontri molto scarsi di applicabilità. Oggi provo sentimenti contrastanti di soddisfazione e amarezza ma credo che la strada da me intrapresa di non abdicare ai doveri in difesa degli operatori in divisa, senza farmi ammaliare e traviare dalle sirene del corporativismo, sia stata quella giusta e non ci saranno querele o processi, attacchi mediatici e ideologici di sorta che mi faranno desistere. I poliziotti non possono essere accusati ingiustamente e desiderano rendere conto al Paese di ogni loro respiro mediante le telecamere. Anche i travagli giudiziari e mediatici a cui sono stato ingiustamente sottoposto ci avvicineranno all’obiettivo»