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Sulle pensioni e sulla riforma del sistema previdenziale si prepara forse, alla chetichella, l'ennesima fregatura per i poliziotti italiani, forse anche per quelli che oggi si godono una meritata pensione o che sono prossimi ad andarci.
Nei giorni scorsi, infatti, l'Inps del neo presidente Tito Boeri (tanto per inquadrare il personaggio: economista considerato “radical chic”, vicino al Fondo monetario internazionale, renziano, bocconiano e collaboratore di Repubblica), ha fatto trapelare alle agenzie stampa un dossier dal quale emerge che il 90 per cento delle pensioni dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico sarebbe di importo quasi doppio rispetto a quello che si avrebbe avuto ricalcolandole col sistema contributivo.
Viene fuori, insomma, che i poliziotti italiani sono dei "privilegiati", che godono di benefici e pensioni praticamente d'oro.

Questo pensa l'Inps che, in maniera un pò sospetta, comincia a lanciare sassi nello stagno. L'obiettivo ci pare fin troppo chiaro. Penalizzare ancora una volta le donne e gli uomini in divisa, oltre al pubblico impiego, perchè secondo qualche 'scienziato' ben pagato il "dramma" sarebbero le pensioni dei poliziotti e non i vitalizi dei politici e degli altri privilegiati.

Tutti sappiamo che chi oggi è in pensione ha potuto fruire giustamente del sistema retributivo e che, dopo la riforma Dini del 1995, il vero problema è stato non far partire la previdenza complementare, che costringerà i giovani poliziotti di oggi a diventare i poveri del futuro.

Per altro, il dossier Inps contiene errori incredibili - voluti? - perchè tiene insieme, nella sua analisi, le pensioni e i privilegi di generali, alti dirigenti, capi della Polizia e delle altre forze dell’ordine, addirittura carriera prefettizia con le "miserie" della truppa, dei poliziotti e dei carabinieri. Abbiamo anche letto dichiarazioni di esponenti del Governo e della maggioranza che, negli ultimi giorni, hanno parlato di "diritti acquisiti" solo in relazione ai contributi effettivamente versati e dell'ipotesi di un risparmio per le casse dell'Inps e dello Stato di decine e decine di miliardi di euro se tutte le pensioni fossero calcolate col sistema contributivo. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci azzecca, diceva qualcuno......
Abbiamo l'impressione che ci si prepari ad una nuova riforma previdenziale che magari, dal prossimo primo gennaio, obblighi tutti - anche chi è già in pensione? - ad un passaggio forzoso al contributivo. 
Un danno doppio per gli appartenenti alle forze dell'ordine che già, con l'ultima legge di stabilità, hanno già subito tagli in materia pensionistica. 
Noi come SAP non lo permetteremo e soprattutto iniziamo da subito a denunciare con forza questo tentativo che molte autorevoli fonti vicine alla maggioranza danno per possibile e concreto con la prossima legge di stabilità, specie se i conti pubblici dovessero continuare a peggiorare, il Pil a scendere e la ripresa economica a tardare. Una cosa è sicura: ci siamo rotti le scatole di prenderla sempre in quel posto. Il famoso ombrello del vignettista Altan che ci siamo permessi di citare come copertina di questo Flash...  
Non erano sufficienti i tagli alle risorse, il blocco retributivo e la chiusura dei presidi. Ora vogliono toglierci pure il diritto ad una pensione dignitosa.
Chiameremo tutti i parlamentari, di qualsiasi colore politico, alle loro responsabilità.
Ma non ci limiteremo a questo.

C'è bisogno di piazza.... DI TANTA PIAZZA!

Nella nostra autonomia la vostra libertà
 
Editoriale del Segretario Generale